Estintore: come usarlo correttamente in caso di emergenza

Un estintore è molto più di un oggetto appeso a una parete: è il primo strumento di difesa attiva contro un incendio, e saperlo usare nel momento giusto può fare la differenza tra un principio di incendio domato e un’emergenza fuori controllo. Eppure, nonostante la sua presenza sia obbligatoria in quasi tutti gli ambienti di lavoro, in molti non sanno come utilizzarlo correttamente quando conta davvero.

Che tu sia un responsabile della sicurezza, un operatore di magazzino, un tecnico o il titolare di una PMI, conoscere le procedure corrette di utilizzo dell’estintore è un obbligo normativo ma anche una competenza concreta che protegge persone, impianti e continuità operativa. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere sull’uso dell’estintore: dalla classificazione dei fuochi alle fasi operative di intervento, fino agli errori più comuni da evitare.

Quando e perché l’estintore entra in gioco

Un incendio, nella maggior parte dei casi, non nasce come un evento catastrofico. Inizia da un principio di fiamma: un corto circuito in un quadro elettrico, un residuo infiammabile vicino a una fonte di calore, un liquido che prende fuoco per contatto accidentale. È proprio in questa fase iniziale, i primi trenta o sessanta secondi, che un intervento rapido e corretto con un estintore può contenere il danno e impedire che la situazione degeneri.

Ma attenzione: l’estintore non è uno strumento universale da usare in qualsiasi circostanza. Il suo utilizzo è indicato esclusivamente per principi di incendio di piccole dimensioni, quando il fuoco non ha ancora coinvolto strutture, materiali in grandi quantità o ambienti chiusi saturi di fumo. Se le fiamme hanno già raggiunto il soffitto, se la visibilità è compromessa o se si percepisce calore intenso proveniente da pareti o porte, la priorità è evacuare e allertare i soccorsi.

Negli ambienti di lavoro, la normativa vigente in materia di sicurezza antincendio stabilisce che gli estintori debbano essere presenti in numero e tipologia adeguati al livello di rischio identificato nella valutazione dei rischi. Non è sufficiente avere un apparecchio appeso a una parete: occorre che sia del tipo corretto per la classe di fuoco presente in quell’ambiente. Un estintore a polvere, ad esempio, è indicato per fuochi di classe A, B e C, mentre uno a CO₂ è preferibile in presenza di apparecchiature elettriche, perché non danneggia i componenti elettronici.

Soprattutto in contesti produttivi, magazzini, officine o impianti con presenza di gas tecnici o materiali infiammabili, la scelta dell’estintore giusto non è un dettaglio burocratico: è una decisione operativa che può influire concretamente sulla sicurezza delle persone e sulla continuità dell’attività. Per questo motivo, la formazione del personale addetto alle emergenze antincendio non è opzionale, ma un requisito fondamentale per garantire un intervento efficace quando serve davvero.

Come usare un estintore: le fasi operative passo dopo passo

Sapere come usare un estintore nel momento dell’emergenza richiede una conoscenza pratica delle fasi di intervento, da eseguire con calma e metodo anche sotto pressione. Il metodo più diffuso e riconosciuto a livello internazionale per ricordare la sequenza corretta è l’acronimo PASS, che sintetizza le quattro azioni fondamentali.

  • Pull (estrai): rimuovi la sicura o il sigillo di protezione dall’impugnatura. Questo sblocca il meccanismo di erogazione.
  • Aim (punta): dirigi il tubo o l’ugello verso la base delle fiamme, non verso la sommità. Colpire la sorgente del fuoco è l’unico modo per spegnerlo efficacemente.
  • Squeeze (premi): aziona la leva di erogazione con decisione. Il getto deve essere continuo e controllato.
  • Sweep (spazza): muovi il getto da un lato all’altro alla base del fuoco, con un movimento lento e ampio, fino a quando le fiamme non si spengono.

Prima di avvicinarti alla fonte dell’incendio, verifica sempre di avere una via di fuga libera alle tue spalle. Non voltare mai le spalle al fuoco, nemmeno dopo lo spegnimento apparente: i materiali combustibili possono riprendere a bruciare se non completamente raffreddati. Mantieni una distanza di sicurezza adeguata, solitamente indicata nelle istruzioni riportate sul corpo dell’estintore, e agisci con movimenti stabili.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la durata effettiva dell’erogazione: la maggior parte degli estintori portatili esaurisce il proprio agente estinguente in pochi secondi, tra i sei e i dodici in media. Questo significa che ogni secondo di utilizzo deve essere mirato e preciso. Non sprecare il getto in aria o sulle fiamme alte: concentrati sempre sulla base del fuoco.

Errori da evitare nell’uso estintore in emergenza

Conoscere le fasi corrette di intervento è fondamentale, ma altrettanto importante è sapere cosa non fare durante l’uso dell’estintore. Alcuni errori ricorrenti, commessi anche da persone con una formazione di base, possono rendere inefficace l’intervento o, peggio, mettere a rischio l’incolumità di chi agisce.

Uno degli errori più frequenti è quello di puntare il getto sulle fiamme invece che alla loro base. Le fiamme sono la conseguenza della combustione, non la causa: colpirle direttamente non risolve il problema. L’agente estinguente deve interrompere il processo di combustione alla radice, sottraendo ossigeno o abbassando la temperatura del materiale che brucia.

Un secondo errore riguarda il posizionamento: avvicinarsi troppo alla fonte dell’incendio espone a rischi seri, tra cui il calore radiante, i fumi tossici e le proiezioni di materiale incandescente. Al contrario, mantenersi a distanza eccessiva riduce l’efficacia del getto, che perde pressione e precisione prima di raggiungere il bersaglio.

C’è poi la questione del tipo di estintore: usare un apparecchio non adatto alla classe di fuoco in corso può essere pericoloso. Utilizzare un estintore ad acqua su un fuoco di origine elettrica, ad esempio, espone al rischio di folgorazione. Allo stesso modo, un estintore a polvere su un incendio di classe D, che coinvolge metalli combustibili, può aggravare la situazione invece di contenerla.

Infine, uno degli errori più sottili è quello di sottovalutare il momento giusto per abbandonare il tentativo di spegnimento. Se dopo i primi secondi di utilizzo il fuoco non accenna a diminuire, o se le condizioni ambientali peggiorano rapidamente, la scelta più sicura è sempre quella di evacuare, chiudere le porte per rallentare la propagazione e attendere i vigili del fuoco all’esterno.

Sicurezza antincendio: dalla conoscenza all’azione concreta

Saper usare un estintore nel modo corretto è una competenza che ogni operatore, responsabile o titolare d’azienda dovrebbe possedere. Non si tratta solo di rispettare un obbligo normativo, ma di essere realmente preparati a gestire un’emergenza quando il tempo a disposizione si misura in secondi. La differenza tra un intervento efficace e uno inefficace spesso dipende da un dettaglio: la posizione del getto, la distanza dalla fiamma, la scelta dell’agente estinguente giusto.

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